non smetterò mai di boicottare…

non smetterò mai di boicottare

non mi allegerisce la coscienza, non mi fa sentire meno in colpa, ma so che funziona, so che è l’unico modo per dire no alle ingiustizie sociali

non me ne frega niente delle dure leggi del mercato, non me ne frega niente del mercato globale

io non voglio indossare una maglia fatta da una donna come me, ridotta in schiavitù,

io non voglio veder giocare mio figlio con un pallone cucito a mano da un bambino della sua età

io non voglio far pagare ad altri miei simili, la sfortuna di essere nati nell’angolo di mondo sbagliato

lo so non è facile, molti anni fa per scelta di coppia ho iniziato a boicottare la nestlè, poi la la nike, poi l’artsana,  ho nella dispensa un librettino con tutti i marchi acquistati dalla nestlè (praticamente tutti),

il boicottaggio funziona, molte multinazionali hanno dovuto migliorare le loro politiche aziendali,

adesso, oggi è  molto più difficile, non è made in italy neanche quello che ha la targhetta made in italy, noi poveri dementi consumatori siamo continuamente ingannati, i sotterfugi per nascondere quelle manine lontane che hanno lavorato le cose che acquistiamo sono tanti, innumerevoli anche legali,

ma non posso chiudere gli occhi, per quello che posso,  cercando col lanternino, quando faccio un acquisto cerco il made in italy

meglio una sola maglia realizzata in italia, che tre/cinque cucite in bangladesh!

io quest’immagine me la voglio ricordare ogni volta che vedo made in … ovunque ma non in Italia.

poi però non dimentico che neanche in Italia il lavoro di alcune operaie tessili non è dignitoso. ma nel grado di schiavitù, noi possiamo ancora salvarci, migliorare.

madeinbangladesh

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