dignità sociale… di un uomo, di una donna, di un bambino

così ho scritto su fb stamattina…

“Difendere due bambini che giocano in sala d’attesa mentre aspettano il treno con la loro mamma vestita di nero, col velo nero e dai tratti orientali, da una anziana signora ben vestita e ben razzista che li fa smettere di giocare apostrofandoli ckn astio. lL’anziana signora se l’é cavata con un mio duro e breve intervento, dovevo salire in treno. La giovane donna ringraziandomi di aver difeso i suoi bambini, m’ha detto:quando vedono il velo molti si comportano così. Certe volte mi vergogno di essere italiana”

Ma voglio aggiungere che all’elegante e razzista signora, come direbbero a Roma, ja detto proprio male!
povera donna (si fa per dire), si è trovata davanti una signora diciamo altrettanto benvestita anche lei e italiana come lei, ma che nascondeva sotto il trench color sabbia, una terrona catto-comunista e mamma, un micidiale composto di donna, sicché è rimasta alquanto anche stupita che la signora italiana si alzasse per difendere la donna vestita di nero.

L’epilogo più bello è stato vedere, quando sono scesa dal treno, i due bei bambini dagli occhi neri, che mi stavano salutando dal finestrino.

Stefano Rodotà, sabato scorso a pochi metri metri da me, sul palco di SEL, ha detto che l’Italia sta dimenticando un diritto fondamentale, il diritto alla dignità sociale di ogni uomo, donna o bambino. Non lo dimentico, mai!