Ferite a morte… Un pò


“Il titolo sul giornale invece non era tanto grande: «Ragazza sessantaseienne uccisa da venticinque coltellate»…No, scusate è il contrario: venticinque anni, sessantasei coltellate, mi sbaglio sempre.

Due coltellate e mezzo per ogni anno della mia breve vita, solo venti dritte al cuore.

Ci vuole tempo per dare tutte quelle coltellate, pensate a quanto è lungo un minuto…

Be’, ce ne vogliono almeno tre senza fermarsi mai, e lui non si è fermato neanche per riprendere fiato, questa volta aveva paura che non schiattavo.

Perché c’aveva già provato l’anno prima, in mezzo a corso Garibaldi: è arrivato di corsa e mi ha dato quattro fendenti al collo ma qualcuno l’ha fermato, sono stata dieci giorni in coma, poi ce l’ho fatta.

L’hanno mandato ai domiciliari perché dicevano che era stato un raptus e un raptus non viene due volte, invece hai visto che sorpresa, caro giudice?

Ma io tanto insieme a lui non ci tornavo neanche morta…”

#feriteamorte #serenadandini #femminicidio 

Non ê casuale che io abbia una canotta in pizzo nero mentre taggo questo libro sul femminicidio, non é casuale perché voglio essere libera di mostrare la mia femminilità e libera di scegliere chi amare, senza per questo essere un oggetto da possedere e da eliminare quando dice … no ! 

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Il biglietto di scuse, mangiatevelo e strozzatevi 

Io non voglio infierire, cari maschi, ma …..#uccide il figlio di 7 anni e poi si toglie la vita. Ma cazzo! Suicidatevi, suicidatevi 

Noi donne sopravviviamo, quando ci lasciate, ci tradite, ci violentate, sopravviviamo alla povertà, alla malattiia. Se proprio non vi sopportiamo più, vi chiediamo di andarvene, di sparire ma non vi ammazziamo, non rendiamo organi i vostri figli, né tantomeno li uccidiamo. Si, può succedere che a noi, una fottuta depressione post partuum ci renda fantasmi di noi stesse, può succedere che noi reagiamo ad un dolore, facendo le pazze, le psicopatiche e magari la voglia di sopprimervi qualche volta pure a noi, ci attraversa. Ma alla fine, vi lasciamo vivere!

Che non lo meritate neanche! P.s. E il biglietto di scuse dopo aver ucciso, mangiatevelo e strozzatevi !

Tavola Rotonda a Cassola sul #femminicidio 

Alla Tavola Rotonda sul #femminicidio, ho cercato di dare una chiave di lettura di questo fenomeno, analizzandolo dal punto di vista socio/culturale. Parlando anche della proposta di legge,che la nostra deputata di #sinistraitaliana, Celeste Costantino e altre compagne, stanno portando avanti, per l’introduzione nelle scuole di 1 ora di #educazionesentimentale; ho parlato di pubblicità sessista e di linguaggio sessista, di stereotipi di genere e di alcune iniziative di #senonoraquando che ritengo molto valide; ovviamente mi sono riferita al mio #sociologo preferito #zugmuntbauman e del suo libro #amoreliquido e alcuni cenni del libro di @riccardoiacona, #sequestisonogliuomini… Un dibattito interessante, come interessanti e costruttivi sono stati gli interventi di MariaPia Mainardi del’Associazione Spaziodonna che opera nel territorio bassanese, fornendo un supporto e un accompagnamento a donne vittime di violenza e maltrattamenti. Alla presidentessa del Gruppo8marzo, e alla presidentessa dell’#associazioneIsolina di Verona. Ci ha moderato l’avvocatessa Maria Di Pino e infine il regista Lucio Bosa ha narrato come é nato lo spettacolo Ma …io ti amo che sta mettendo in scena con le coreografe Selenia Mocellin e Barbara Todesco.  

Potrei continuare, ma mi fermo qui… Sapete che sono logorroica anche nei post. 

Serata interessante a parlare di uomini e donne 

Ma …io ti amo, conferenza stampa\dibattito 

7 maggio 2014… altro femminicidio, anzi oggi la definizione usata è “uxoricidio” cioè donna ammazzata in quanto moglie, perché la sciagura non è solo essere femmina, anche essere moglie ti può garantire il diritto ad essere massacrata, meglio se i figlioletti sono in camera che dormono. ovviamente il marito dopo “aveva pentimenti e rimorsi”…. consideravo, però, che tutte queste donne, sono tutte ammazzate con una violenza veramente barbara: accoltellate, a martellate, sparate, legate, sotterrate vive, straziate …ma quanto odio ci vuole?”
Questo era un mio post del 2014, commentavo un caso efferato di #femminicidio. Proverò a fare una riflessione sulla #violenzadigenere nella conferenza/dibattito a Cassola in occasione della presentazione dello spettacolo di teatro/danza “Ma …io ti amo” che la scuola Kasadanza di Selenia Mocellin metterà in scena. La chiave di lettura della violenza di genere, pensata dal regista Lucio Bosa é davvero interessante e stimola un dibattito.
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Categorie: personale

Ma …io ti amo

Martedì 10 maggio parteciperò ad una conferenza/dibattito sulla #violenzasulledonne. Sono onoratissima di poter dare il mio modesto contributo, parlando di un tema che mi interessa molto. Ma questa volta da un punto di vista …diverso. Non vi anticipo nulla, ma chi é della zona, ê invitato/a alla serata.  
Preludio allo spettacolo 

“Ma …io ti amo 

10 Maggio, ore 20,30 presso la sala riunioni del centro diurno anziani di via Raffaello Sanzio 16 a San Giuseppe di CASSOLA,  conferenza/dibattito sulla violenza alle donne

Presentaxione dell’ evento di teatro/danza di venerdì 13 Maggio. 

Parteciperanno alla serata Mariapia Mainardi, Beatrice Pesimena, Isolina e moderatore della serata l’avvocato Maria Di Pino.

ProLoco Rossano Veneto Proloco Solagna Associazione Pro Bassano Centro Mira ProjectCentro Formazione Danza Lucio Bosa Selenia Mocellin