La chiamerò …sfortuna 

Guardami  quando mi parli…….. 

Guardami quando mi parli…….. 

Guardami quando mi parli…….. 

Guarda se è “vero”!? 

Guardami quando mi parli……. 

Guarda se “tremo”!? 
…mmhh!….Smettila di parlare…. 

Guardando il muro!!! 

E….. se qualcosa mi devi dire…. 

Dimmelo “duro”! 

Guardala in faccia la Realtà! 

e quando è dura!……. 

sarà “sfortuna”…… 

……..SFORTUNA!!!!! 

Guardala in faccia La Realtà! 

…….è più “sicura”! 

Guardala in faccia La Realtà… 

è “meno dura”!….. 

Se c’è qualcosa che non ti va?!?… 

…..dillo alla Luna!….. 

Può darsi che “porti fortuna”!… 

…..dirlo alla Luna!……… 

Guardami in faccia quando mi parli! 

se sei “sincera”! 

Se non mi guardi quando mi parli…. 

non sei “sicura”! 

La voglio in faccia la “verità”…. 

e se “sarà dura”!….. 

La chiamerò “sfortuna”!…. 

…..Maledetta SFORTUNA!!!!!!!!

Se c’è qualcosa che non ti va?!?… 

…..dillo alla Luna!….. 

Può darsi che “porti fortuna”!… 

…..dirlo alla Luna!……… 

La voglio in faccia la “verità”…. 

e se “sarà dura”!….. 

La chiamerò “sfortuna”!…. 

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Stadio 

Un giorno ti dirò  
Che ho rinunciato alla mia felicità per te

E tu riderai, riderai, e tu riderai di me

Un giorno ti dirò

Che ti volevo bene più di me

E tu riderai, riderai, tu riderai di me

E mi dirai che un padre

Non deve piangere mai

Non deve piangere mai

E mi dirai che un uomo

Deve sapere difendersi…

Un giorno ti dirò

Che ho rinunciato agli occhi suoi per te

E tu non capirai, e mi chiederai… perché?

E mi dirai che un padre

Non deve piangere mai

Non deve arrendersi mai

Tu mi dirai che un uomo

Deve sapere proteggersi…

Un giorno mi dirai

Che un uomo ti ha lasciata e che non sai

Più come fare a respirare, a continuare a vivere

Io ti dirò che un uomo

Può anche sbagliare lo sai

Si può sbagliare lo sai

Ma che se era vero amore

E’ stato meglio comunque viverlo

Ma tu non mi ascolterai

Già so che tu non mi capirai

E non mi crederai

Piangendo tu

Mi stringerai.

A mare si gioca 

Si possono fare i castelli di sabbia si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate 

si può giocare con le racchette e la pallina 

si possono fare volare gli aquiloni 

e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia
A mare si gioca
Si possono fare le gite col canotto 

si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino 

gli puoi mettere i braccioli, la maschera, 

e poi quando esce dall’acqua starci insieme, 

e giocare con lui, con la paletta e il secchiello 

perché a mare si gioca
A mare si gioca
I gabbiani lo sanno, 

infatti volano a pelo d’acqua… e urlano 

e poi salgono su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole 

i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci 

e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca 

i quadri, i cieli, le acque e la vita
A mare si gioca 

giocano tutti!
Si può giocare al gioco dello scafo 

si sale tutti su un gommone 

fino a riempirlo all’inverosimile 

quando quello che porta il gommone, 

che comanda, 

dice di buttarsi tutti a mare 

ci si butta a mare 

è un gioco
Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa 

quante cose che ho visto! 

una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti, 

forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci, 

noi li abbiamo liberati tutti dalle reti 

e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!
A mare si gioca 

si gioca!
Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua 

senza respirare 

perché tanto lo sanno 

che sta per arrivare la mano forte del papà 

che li prenderà e li farà giocare.

  

un’altra notte mi è passata sopra come un caterpillar e adesso… vorrei dormire un po’!

turcoise

Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare
perché mi porto un dolore che sale, che sale…
Si ferma sulle ginocchia che tremano, e so perchè…
E non arresta la corsa, lui non si vuole fermare,
perché è un dolore che sale, che sale e fa male…
Ora è allo stomaco, fegato, vomito, fingo ma c’è
E quando arriva la notte
e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti
si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci,
l’amore continuerà…
Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare
Ma c’è il dolore che sale, che sale e fa male…
Arriva al cuore lo vuole picchiare più forte di me
Prosegue nella sua corsa, si prende quello che resta
Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa
Vorrebbe una risposta ma in fondo risposta non c’è
E sale e scende dagli occhi
il sole adesso dov’è?
Mentre il dolore sul foglio è
seduto qui accanto a me
Che le parole nell’aria
sono parole a metà
Ma queste sono già scritte
e il tempo non passerà
Ma quando arriva la notte, la notte
e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti
si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci,
l’amore poi continuerà…
Ma quando arriva la notte, la notte
e resto sola con me
La testa parte e va in giro
in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti
si esce sconfitti a metà
L’amore può allontanarci,
la vita poi continuerà
Continuerà
Continuerà…

nella vita quando ti trovi davanti ad un bivio…

L’altra sera sono andata al cinema, ho visto un film, cominciava più o meno con questa frase: nella vita quando ti trovi davanti ad un bivio, …prendilo!

e basta!  prendilo, ma in quale direzione?

io per esempio più che davanti ad un bivio , mi sento in una rotatoria ad uscite anzi a bivi multipli.  e se la macchina è accesa, puoi fare il giro un paio di volte ma poi da qualche parte devi andare,

e se non c’è la segnaletica, allora dovrei andare dove mi porta il cuore, o la ragione, la pancia, o il buonsenso?  o la realtà, o la concretezza, o il sogno….o il destino?

pare facile, quando ti trovi davanti ad un bivio, prendilo…

io comincio ad odiare citazioni, aforismi e proverbi, tutti questi saggi vivi o morti che sapevano sempre cosa fare davanti ad un bivio

intanto io sto nella rotatoria e non ne esco fuori… chissà forse metto il pilota automatico, tolgo tutti i freni e lascio andare la macchina dove va, da qualche parte devo pur andare.

io tutte le decisioni le ho prese, lasciandomi prendere… come se in realtà non fossi proprio solo io a decidere, ma fosse la vita stessa a mettermi sulla via.

Così, anche adesso che sono seduta sotto un portico di una casa in pietra, ai piedi del Monte Grappa e da casa mia parte un sentiero che porta su in cima al Monte Grappa e poco distante, scorre il fiume Brenta che va dritto anzi ondeggiando verso il mare Adriatico, il mio mare e penso che se sono qui adesso è certamente perchè davanti un po’ di bivi li ho presi, certamente perchè l’ho voluto io, ma questa strada non è arrivata per caso sulla mia vita. Potrei anche tornare indietro nel tempo fino a più di trent’anni fa,  quando un evento, una cosa successa a mio padre ha messo in moto una serie di accadimenti e lo scenario della mia vita si è trasformato continuamente come in un film con tanti set in sequenza. E adesso sono qui seduta sul portico della casa in pietra ai piedi del Monte Grappa con un sentiero che va in cima al monte ed un fiume che va o forse dovrei dire, come mi suggerisce il cuore, che torna verso il mare Adriatico, il mio mare.

Quando ero bambina mi piaceva immaginare vite diverse, ho fantasticato di vivere nei posti più disparati del mondo, di vivere le storie più romantiche e di seguire il mio amore ovunque mi portasse, ho desiderato di scegliere le professioni più disparate, dei libri mi piaceva immedesimarmi nella vita, nella storia dei protagonisti, ma sopratutto desideravo di vivere in tutti quei posti, di ogni libro. Avevo sempre quel sogno della vita come viaggio in vite diverse. Come se da sempre avessi saputo che certe persone nascono e vivono tutta la loro vita in un solo posto e certe altre nascono in un posto e poi la vita li porta altrove, per scelta, per caso, per amore, per disperazione, per curiosità, perché c’è sempre un bivio ad un certo punto, ma la destinazione può essere dietro l’angolo o dall’altra parte del mondo, può essere una sosta nella vita che si sta vivendo o l’inizio di una vita nuova e sconosciuta.

il film dell’altra sera finiva così, che la voce di donna narrante, diceva, ” nella vita quando ti trovi davanti ad un bivio, prendilo!  e io diceva,  l’ho preso, non so dove mi porterà, ma l’ho preso. Buona fortuna”

 

 

 

caramelle non ne voglio più…

Laura, mia sorella, una volta parlando di me con una mia amica, le ha detto che io ero proprio una tipa da Mina… è vero, a 18 anni  ho comprato la prima cassetta  di Mina (proprio una cassetta, parlo del secolo scorso) mentre ero sul lago di Garda, l’ho spedita al mio amore lontano, che non l’ha mai ricevuta. Avrei dovuto intuire che ero un tipo da Mina,, anche la mia prima scrittrice e la più amata è stata  Oriana Fallaci, il suo libro UnUomo l’ho letto almeno 4 volte, un mattonazzo d’amore e resistenza senza the end. Anche Oriana secondo me è stata una tipa da Mina.  e quell’Alexos Panagulis arà pure morto da eroe della resistenza, sarà pure stato un grande uomo, ma vedi un pò com’è finita. anche Alda, Alda Merini, la poetessa, superba, profonda, unica, grandi passioni, ma il the end, no, proprio no!

e che dire di Beatrice quella di Dante?  quella del mio nome, secondo me sarebbe stata anche lei una tipa da Mina, non le è andata granchè bene neanche a lei, quel cretino di Dante le avrà pure dedicato le più belle parole, le più belle poesie, l’avrà pure messa in Paradiso ma magari bastava dichiararsi, vabbè alla fine… neanche per la mia omonima nessun the end.

Magari  sono nata con Saturno contro, non lo so, non leggo neanche gli orosocopi, però ha ragione mia sorella, sono una tipa da Mina, sono una tipa da Oriana, sono una tipa da Alda, sono….Beatrice.

allora sì, pino daniele

Lunedì,
mi lasciasti
in quell’angolo così
gli occhi fissi sulle tue
parole
non ti serbo rancore ora.
Lunedì,
mi tenevi stretto
fra i libri di scuola
fra i palazzi vecchi di questa
città
che mi dà emozione
ancora.
E allora sì
che vale ‘a pena
e vivere e suffri’
e allora sì
che vale ‘a pena
e crescere e capi’
credere ancora all’amore
farsi portare un po’ di più
oppure è tutta suggestione
questa vita.
Lunedì,
cerco Enrico
ma Enrico non si trova
forse è a casa
oppure in autostrada ancora
noi che corriamo troppo
in questa solitudine.
E allora sì
che vale ‘a pena
e vivere e suffri’
e allora sì
che vale ‘a pena
e crescere e capi’
credere ancora all’amore
farsi portare un po’ di più
oppure è tutta suggestione
questa vita

all by myself

When I was young
I never needed anyone
And making love was just for fun
Those days are gone
Livin’ alone
I think of all the friends I’ve known
When I dial the telephone
Nobody’s home

All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore

Hard to be sure
Sometimes I feel so insecure
And loves so distant and obscure
Remains the cure

All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore
All by myself
Don’t wanna live
All by myself
Anymore

When I was young
I never needed anyone
Making love was just for fun
Those days are gone

All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore
All by myself
Don’t wanna live
Oh
Don’t wanna live
By myself, by myself
Anymore
By myself
Anymore
Oh
All by myself
Don’t wanna live
I never, never, never
Needed anyone