Ernesto Che Guevara “spogliati”


Spogliati
Spogliati tutta,

mostrami serena

le rughe

le piaghe,

non temere

sono come te

ferito

spaventato dalla vita.

Strappa con rabbia

i veli orientali adornanti

quelle maschere di ghiaccio

che occultano lividi,

mostrati fiera

nei tuoi lineamenti.

Quando sarai spoglia,

come un albero d’autunno

e solo quando sarai nuda

indifesa come un neonato,

ti mostrerò le mie ricchezze

custodite in un forziere

di vetro sottile.

Ti donerò sincero

la mia fragilità

le mie insicurezze

le paure ancestrali

le impurità nascoste,

ti porgerò poi,

in un vassoio

di rose bianche,

la verginità della mia anima
Ernesto Guevara de la Serna

Virginia Woolf…la signora D. 


«Si sentiva molto giovane; e al tempo stesso indicibilmente vecchia. Affondava come una lama nelle cose; e al tempo stesso ne rimaneva fuori, osservava. Aveva l’impressione costante di essere lontana, lontanissima, in mare aperto, e sola. Sempre aveva l’impressione che vivere, anche solo un giorno, fosse molto, molto pericoloso. Non che si sentisse particolarmente intelligente, o straordinaria. […] L’unico talento che aveva era di riconoscere la gente come d’istinto».#VirginiaWoolf, #LasignoraDalloway #beatricepesimena #libri #scrittrici #donnechescrivono #moments #storyofmylife

Ringraziamento… Wislawa Szymborska

Devo moltoa quelli che non amo. 

Il sollievo con cui accetto

che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,

e questo l’amore non può darlo,

né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.

Paziente

quasi come un orologio solare,

capisco

ciò che l’amore non capisce,

perdono

ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,

ma solo qualche giorno o settimana.

i viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,

le cattedrali visitate,

i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,

sono monti e fiumi

che si trovano in ogni atlante.

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,

in uno spazio non lirico e non retorico,

con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore 

Da Vista con granelli di sabbia. 

Rubo poesie …scritte per me 

“Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,voglio sapere che cosa strugge il tuo cuore

e se hai il coraggio di sognare

l’incontro con ciò che esso desidera.

Non mi interessa quanti anni hai,

voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,

per i tuoi sogni,

per l’avventura di essere vivo
Non mi interessa quali pianeti

sono in quadratura con la tua luna,

voglio sapere se hai toccato

il centro del tuo dolore,

se le difficoltà della vita

ti hanno portato ad aprirti

oppure a chiuderti per paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore,

mio o tuo,

senza far nulla per nasconderlo,

per allontanarlo o cristallizarlo.

Voglio sapere se puoi vivere

con la gioia, mia o tua;

se puoi danzare con la natura

e lasciare che l’estasi ti pervada

dalla testa ai piedi senza chiedere di essere

attenti, di essere realistici o di ricordare i

limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,

voglio sapere se sei capace di

deludere qualcuno per restare fedele a te stesso;

se riesci a sopportare l’accusa

di tradimento senza tradire la tua anima.

Voglio sapere se puoi essere di parola

e quindi degno di fiducia.

Voglio sapere se sei capace

di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non

splende e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a

vivere con il fallimento, mio e tuo,

e comunque rimanere in riva a un lago

e gridare alla luna piena d’argento:

“Sì!”

Non mi interessa sapere dove

vivi o quanti soldi hai,

voglio sapere se riesci

ad alzarti dopo una notte

di dolore e di disperazione,

sfinito e profondamente ferito

e fare ugualmente quello che devi

per i tuoi figli.
Non mi interessa

chi sei e come sei arrivato qui,

voglio sapere se rimani al centro

del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa dove

o che cosa o con chi hai studiato,

voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro,

quando tutto il resto viene a mancare.

Voglio sapere se riesci a stare da solo con te

stesso e se la tua compagnia

ti piace veramente nei momenti di vuoto.
Oriah Mountain Dreamer

A mare si gioca 

Si possono fare i castelli di sabbia si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate 

si può giocare con le racchette e la pallina 

si possono fare volare gli aquiloni 

e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia
A mare si gioca
Si possono fare le gite col canotto 

si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino 

gli puoi mettere i braccioli, la maschera, 

e poi quando esce dall’acqua starci insieme, 

e giocare con lui, con la paletta e il secchiello 

perché a mare si gioca
A mare si gioca
I gabbiani lo sanno, 

infatti volano a pelo d’acqua… e urlano 

e poi salgono su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole 

i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci 

e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca 

i quadri, i cieli, le acque e la vita
A mare si gioca 

giocano tutti!
Si può giocare al gioco dello scafo 

si sale tutti su un gommone 

fino a riempirlo all’inverosimile 

quando quello che porta il gommone, 

che comanda, 

dice di buttarsi tutti a mare 

ci si butta a mare 

è un gioco
Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa 

quante cose che ho visto! 

una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti, 

forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci, 

noi li abbiamo liberati tutti dalle reti 

e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!
A mare si gioca 

si gioca!
Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua 

senza respirare 

perché tanto lo sanno 

che sta per arrivare la mano forte del papà 

che li prenderà e li farà giocare.

  

Alda …

Non si ama con il cuore, si ama con l’anima che si impregna di storia,

non si ama se non si soffre 

e non si ama se non si ha paura di perdere.

Ma quando ami vivi, 

forse male, forse bene, ma vivi.

Allora muori quando smetti di amare, 

scompari quando non sei più amato.

Se l’amore ti ferisce, 

cura le tue cicatrici e credici, 

sei vivo.

Perché vivi per chi ami 

e per chi ti ama.

Alda Merini

Fanciulla snella e bruna. Pablo Neruda 

Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta,quello che incurva le alghe e fa granire i grani,

creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce

e la tua bocca che sorride col sorriso dell’acqua.
Un sole nero e ansioso ti avvolge a ogni filo

dei tuoi neri capelli, quando stiri le braccia.

Tu giochi con il sole come con un ruscello

e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.
Fanciulla snella e bruna, niente a te mi avvicina.

Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.

Tu sei la gioventù frenetica dell’ape,

l’ubriachezza dell’onda, la forza della spiga.
Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:

amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.

Farfalla bruna, dolce e definitiva,

come il frumento e il sole, il papavero e l’acqua.

una poesia di ALDA MERINI… per me

blackwhiteCi sono le Donne.
E poi ci sono le Donne Donne.
E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare.
Devi spazzare via, con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola,
una soltanto, a bassa, bassissima voce.
Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo avertele raccontate, si tormenteranno – in un’agonia
lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un
piccolo fottutissimo attimo, vedranno le tue spalle voltarsi ed tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale.

mi piaci quando taci… Pablo Neruda

spalle

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.