si chiamava Fortuna 

Fortuna si chiamava, povera piccola, La sua storia, la sua morte … Non riesco neanche a trovare le parole, che pure a me non mancano mai. Perché ogni parola ..ê vuota davanti a quello che le é accaduto. Una cosa che faccio quando commento un #femminicidio é immedesimarmi nella donna, di tutte quelle che ho letto, mi sono immaginata la vita, la storia è anche il momento nel quale veniva ammazzata, cercando di capire cosa passa nella mente di una donna mentre viene picchiata e poi ammazzata. E ci riesco ad immedesimarmi… Ma in lei, in Fortuna non ci riesco, mi prende un’angoscia enorme a immedesimarmi nella mente di una bambina che viene abusata da un uomo che le vive accanto, abusata e poi uccisa.., come cazzo si fa a immedesimarsi in quel piccolo cuore e a farsi attraversare da quella paura, quel dolore, quella bestialità? Era una bambina. Maledetto bastardo di un uomo! Era solo una bambina.

A mare si gioca 

Si possono fare i castelli di sabbia si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate 

si può giocare con le racchette e la pallina 

si possono fare volare gli aquiloni 

e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia
A mare si gioca
Si possono fare le gite col canotto 

si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino 

gli puoi mettere i braccioli, la maschera, 

e poi quando esce dall’acqua starci insieme, 

e giocare con lui, con la paletta e il secchiello 

perché a mare si gioca
A mare si gioca
I gabbiani lo sanno, 

infatti volano a pelo d’acqua… e urlano 

e poi salgono su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole 

i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci 

e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca 

i quadri, i cieli, le acque e la vita
A mare si gioca 

giocano tutti!
Si può giocare al gioco dello scafo 

si sale tutti su un gommone 

fino a riempirlo all’inverosimile 

quando quello che porta il gommone, 

che comanda, 

dice di buttarsi tutti a mare 

ci si butta a mare 

è un gioco
Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa 

quante cose che ho visto! 

una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti, 

forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci, 

noi li abbiamo liberati tutti dalle reti 

e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!
A mare si gioca 

si gioca!
Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua 

senza respirare 

perché tanto lo sanno 

che sta per arrivare la mano forte del papà 

che li prenderà e li farà giocare.

  

Break The chain … Anche a San Valentino 

#breakthechain a tutte le donne che sognano l’amore sin da bambine, ma che sin da bambine conoscono la violenza che a volte si nasconde dietro ad un ❤️. Oggi in tutto il mondo milioni di donne danzeranno in un flash mob, che sarà un abbraccio verso ogni donna, ogni bambina o bambino che ha conosciuto e subito la violenza fisica e morale, anche quella delle parole. Celebrate l’amore quando ê amore, ma spezzate le catene quando si trasforma in violenza. 

 

ovviamente ….sono candidata.

io e Riccardo Poletto
io e Riccardo Poletto

bassano per tutti

Ovviamente… è questa parola semplice che spiega il significato della mia scelta di candidarmi nella lista BASSANO PER TUTTI,

Ovviamente perché mi lega un vincolo affettivo, morale molto forte a questa bellissima città,

Ci sono arrivata un lontano giorno del 1982, ho vissuto nel  collegio Pirani quando c’erano ancora le Suore della Provvidenza, ho frequentato il Liceo Classico Brocchi quando era ancora in via Verci, ho conosciuto in quegli anni persone bellissime che ancora oggi stimo, quell’esperienza ha segnato il mio destino e creato un legame con Bassano del Grappa che ho sempre considerato la mia città adottiva;

Ovviamente perché Bassano del Grappa è una città incantevole, una piccola perla che però ha bisogno di essere curata, valorizzata, ben amministrata, qui sono nati i miei figli, vanno a scuola, qui vivo la mia vita sebbene il mio sguardo sia aperto al mondo, qui mi confronto ogni giorno con le persone che fanno parte della mia vita.

Bassano del Grappa è una città complessa, dalle molte anime, dai molti aspetti, è una città che ha una storia antica, ma che deve continuamente proiettarsi al futuro,  cercando di non chiudersi nel campanilismo, deve fare rete con le realtà vicine piccole e grandi perché è legata al territorio circostante da molteplici fili. Bassano del Grappa è una città accogliente, ospitale, interessante, una buona amministrazione deve valorizzare ogni suo aspetto, migliorando servizi, dando opportunità, tutelando i diritti di chi ha meno tutele, investendo energie e risorse per migliorare la qualità della vita di tutti.

Ovviamente perché l’impegno nel sociale ha caratterizzato la mia vita da sempre, non l’ho mai vissuto come un impegno, ma come una passione, qualcosa che mi fa stare bene, che non potrei mai negarmi. La partecipazione, l’impegno, persino questa candidatura sono il mio naturale modo di dare voce alla mia coscienza sociale;

La Sociologia è la mia passione, lo studio della società, dei fenomeni sociali, la Sociologia e la Politica sono i miei interessi prevalenti, le intendo entrambe come qualcosa di nobile. So bene che parlare di Politica come qualcosa di nobile di questi tempi sembra quasi stridente eppure io, proprio perché la Politica è stata abbondantemente infangata da uomini scellerati che ne hanno stravolto e fatto stravolgere il significato, proprio per questo, faccio politica. Proprio per questo mi sono candidata nella lista “Bassano per tutti” al fianco e a sostegno di Riccardo Poletto, perché sono certa, sicura che Riccardo Poletto per primo e gli altri componenti di questa lista, sono persone per bene, oneste e per ognuna di queste persone parla la loro vita, il loro impegno.

Avevo voglia di fare questa esperienza e davvero, mai come in questo caso, lo faccio con grande entusiasmo, anche con timore ma senza spavalderia.

Abbiamo scelto con Riccardo Poletto e gli altri di usare le parole che più mi piacciono: l’attenzione al sociale, l’inclusione, la solidarietà, lo sguardo verso chi rimane indietro, credere nel  valore umano che ogni singolo cittadino ha, la voglia di dare slancio e vitalità a questa città, di creare rete e opportunità di lavoro, di essere al passo con i tempi e con lo sguardo al futuro, di curare e rispettare l’ambiente, di creare momenti di socializzazione e aggregazione.

Non ho dovuto pensarci a lungo, ho lasciato che la mia vita decidesse per me, al di là dei risultati, dei voti, di quanto io possa contribuire a sostenere Riccardo Poletto in queste amministrative, ho solo pensato che questa era la cosa giusta da fare per me, per l’amore che ho verso questa  città.

…speriamo che sia femmina!

#femminicidio

Siena SENONORAQUANDO
Siena SENONORAQUANDO

Eppure sento che si può fare di più, molto di più.

Insomma qualcosina succede, è vero, i giornalisti tanto per cominciare non usano più o quasi più la frase, delitto passionale; un articolo sul femminicidio viene letto, anche se poi cambiando il nome di donna, la storia è sempre quella. Si dice femminicidio l’uccisione di una donna in quanto donna, in quanto femmina per mano del suo  marito/compagno/amante/fidanzato etc.

La convenzione di Instanbul certo, anche l’Italia passetto dopo passetto  l’ha ratificata, ma il percorso non è ancora terminato, C’è ancora tanto da fare.

Poi il Parlamento,  la Presidente della Camera che pronuncia la parola femminicidio nel suo discorso di insediamento, anche quello un bel passo avanti, ma c’è ancora da fare.

Qualche partito, il mio ad esempio, non per falsa modestia, ma è vero, il mio partito questa emergenza non l’ha messa da parte, Assolutamente è nell’agenda delle cose importantissime da affrontare. Ma i numeri sono impietosi e in questo strano e torbido governo, si fa tutto quello che si può, ma non basta. C’è tanto da fare.

Le associazioni nel territorio, le iniziative locali sono sempre di più. Tante, tantissime. Ma sì combatte sempre contro i mulini a vento. Non ci sono fondi per sviluppare i progetti, per attivare servizi, per garantire tutela, per fare prevenzione, per portare avanti personale, per formare professionalità. C’è tanto, davvero tanto da fare.

E poi ci sono quelle come me, che se c’è da scendere in piazza si scende, se c’è da firmare una petizione si firma, se c’è da sostener un’iniziativa la si sostiene.

Quelle come me che ogni volta che viene uccisa  una donna, si spegne un sorriso; ogni volta che viene uccisa una donna, si intravedono,  dietro quelle poche righe di un articolo di cronaca,  tutto il dolore, l’ingiustizia, l’assurdità di un’altra storia finita male. quelle come me che  non hanno intenzione di stare a guardare, perché no, non si può assistere ad un flagello, ad uno sterminio senza neanche provare a fare qualcosa. Fare qualcosa assieme.

Quelle come me non risolvono i problemi del mondo, anzi a stento risolvono i propri di problemi; non sono paladine, non sono amazzoni, sono solo donne, a volte madri, che hanno quel dannato istinto di salvare la specie, la loro specie. Una questione primordiale forse.

Se c’è qualcosa che si può fare, la si deve fare, assolutamente. Non possiamo crescere dei figli, maschi e femmine ed essere indifferenti a certe cose. C’è qualcosa che è sfuggito alle nostre madri se per molti, troppi uomini l’idea di amore, coppia, libertà,  si è deformata in possesso, appartenenza, punizione estrema, C’è qualcosa che il mutamento della società ha prodotto e continua a produrre , di sbagliato,  di degenerato,  se una donna alla fine è solo un corpo. Un corpo da ammirare, da  volere, da possedere, da pensare di amare e alla fine quando il corpo prende vita e cerca di allontanarsi, alla fine quel corpo si può punire, togliendo per sempre quella vita che aveva dentro.