Un luogo di tranquillo deposito di sé… 

“UN AMICO E’ UN LUOGO DI TRANQUILLO DEPOSITO DI SE'” (Rossana Rossanda)

La gratuità dell’amicizia – come dice Rossanda- sta nel dare senza togliere, nel lasciare che uno si ponga di fronte all’altro per quello che è, senza infingimenti, senza ricatti silenziosi o aspettative nascoste. Dove non c’è aggrappamento, indispensabilità reciproca, non c’è tentazione di fuga né ansia di possesso. L’amico si incontra senza risentimento per la lunga assenza, e dal silenzio che è calato in mezzo il discorso riprende come se non fosse mai stato interrotto. Difficile darne una definizione più precisa e suggestiva: “un tranquillo deposito di sé”.
Aggiungo: c’è da sperare che un giorno si possa dire lo stesso dell’amore.

Un bravo ragazzo …

“Mio figlio è sempre stato un ragazzo modello… Insomma, un ragazzo come tanti altri. Non infangate il suo nome su tutti i giornali perché queste sono disgrazie che possono capitare a chiunque.” Parto da questo frase, pronunciata dalla madre di un uomo che ha ucciso una donna di 22 anni, dandole fuoco, colpevole di averlo lasciato e di aver iniziato una storia con un altro.parto da questa frase, per riflettere sull’assurdità che nel #femminicidio le donne sono vittime e colpevoli. 

vittime perchè i numeri sono spietati, qualcuno sostiene che anche le donne sono violente. Certo lo sono, io pure lo sono, sono violenta e aggressiva, ma non ho mai pensato di uccidere qualcuno perché ha smesso di amarmi. Anzi sono cresciuta con la fissa che se qualcuno smette di amarti, in realtà non ti abbia mai amato veramente. quindi addio. senza rancore. Magari lacrime, tante, a fiume, ma nessuna violenza su chi vuole solo sparire dalla tua vita. Allora mi chiedo perchè tanti uomini, questo addio non lo sanno accettare, non accettano l’idea di essere lasciati. è una questione culturale, ma non nel senso che sta scritto sui libriil perchè. è una questione culturale perchè cresciamo con questo modello di famiglia che è ancora il luogo dove l’uomo deve fare l’uomo, la donna deve fare la donna. E questo purtroppo è un grande inganno. Non è piu cosi. si costruisce una relazione su una base di rispetto reciproco, di amore o voglia di stare assieme reciproca; si fanno progetti di futuro in due. Ma essere coppia non vuol dire fare un patto di sangue, un patto che una donna non può sciogliere senza avere paura di come reagirà lui. Molte donne sono state ammazzate, ma c’è un’infinità di donne che vivono rapporti di coppia estremamente violenti, donne che hanno figli e per i figli non si allontanano da uomini prepotenti e violenti, donne che non amano più uomini che di loro non hanno nessun rispetto eppure continuano a viverci assieme, perchè andare via non è mai facile. Perchè questa società ancora giudica una donna che va via di casa, con i suoi figli. Perchè non si è sempre ragazze, e la paura di non farcela a ricominciare è troppa. Perchè in fondo quell’uomo che ti sei scelto, non è poi un cattivo cristiano, magari è pure un lavoratore, magari è l’unico che lavora, magari i figli hanno bisogno di stare in famiglia, magari lo ami ancora, …quando non alza le mani. Ci sono tante storie, tante donne. Non è neppure una questione di condizione sociale, non è questione di nord o sud, di città o campagna. Non è questione di età. E’ una questione culturale, in questo senso, nel senso che dobbiamo capire che questà è una questione che ci riguarda tutte, e se non riguarda noi, riguarda qualcuno di noi, vicino a noi. E forse di un uomo violento, possiamo essere mogli, amanti, compagne, ma anche figlie oppure madri, oppure amiche. Ma non pensiamo che siano solo casi di cronaca. la violenza domestica finisce di rado nella cronaca, più spesso, tanto più spesso rimane fra le mura di casa, e noi ci siamo dentro, o siamo oltre quel muro. Rendiamocene conto. 
— 

Beatrice Pesimena

La chiamerò …sfortuna 

Guardami  quando mi parli…….. 

Guardami quando mi parli…….. 

Guardami quando mi parli…….. 

Guarda se è “vero”!? 

Guardami quando mi parli……. 

Guarda se “tremo”!? 
…mmhh!….Smettila di parlare…. 

Guardando il muro!!! 

E….. se qualcosa mi devi dire…. 

Dimmelo “duro”! 

Guardala in faccia la Realtà! 

e quando è dura!……. 

sarà “sfortuna”…… 

……..SFORTUNA!!!!! 

Guardala in faccia La Realtà! 

…….è più “sicura”! 

Guardala in faccia La Realtà… 

è “meno dura”!….. 

Se c’è qualcosa che non ti va?!?… 

…..dillo alla Luna!….. 

Può darsi che “porti fortuna”!… 

…..dirlo alla Luna!……… 

Guardami in faccia quando mi parli! 

se sei “sincera”! 

Se non mi guardi quando mi parli…. 

non sei “sicura”! 

La voglio in faccia la “verità”…. 

e se “sarà dura”!….. 

La chiamerò “sfortuna”!…. 

…..Maledetta SFORTUNA!!!!!!!!

Se c’è qualcosa che non ti va?!?… 

…..dillo alla Luna!….. 

Può darsi che “porti fortuna”!… 

…..dirlo alla Luna!……… 

La voglio in faccia la “verità”…. 

e se “sarà dura”!….. 

La chiamerò “sfortuna”!…. 

Castelli di rabbia …un pò

“È una specie di gioco. Serve quando hai lo schifo addosso, che proprio non c’è verso di togliertelo. Allora ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi e inizi ad inventarti delle storie. Quel che ti viene. Ma lo devi fare bene. Con tutti i particolari. E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni. Tutto. E lo schifo poco a poco se ne va. Poi torna, è ovvio, ma intanto, per un po’, l’hai fregato.#alessandrobaricco #castellidirabbia …e io #beatricepesimena #loschifoaddosso

Il biglietto di scuse, mangiatevelo e strozzatevi 

Io non voglio infierire, cari maschi, ma …..#uccide il figlio di 7 anni e poi si toglie la vita. Ma cazzo! Suicidatevi, suicidatevi 

Noi donne sopravviviamo, quando ci lasciate, ci tradite, ci violentate, sopravviviamo alla povertà, alla malattiia. Se proprio non vi sopportiamo più, vi chiediamo di andarvene, di sparire ma non vi ammazziamo, non rendiamo organi i vostri figli, né tantomeno li uccidiamo. Si, può succedere che a noi, una fottuta depressione post partuum ci renda fantasmi di noi stesse, può succedere che noi reagiamo ad un dolore, facendo le pazze, le psicopatiche e magari la voglia di sopprimervi qualche volta pure a noi, ci attraversa. Ma alla fine, vi lasciamo vivere!

Che non lo meritate neanche! P.s. E il biglietto di scuse dopo aver ucciso, mangiatevelo e strozzatevi !

Parole d’amore e d’amicizia… Mary e Ila 

Sento ancora la loro presenza nella mia casa, come un profumo di cose buone, come una musica in sottofondo, come un pensiero gentile … E anche senza le foto che abbiamo fatto come bambine … Ho nella memoria tutte le immagini e le risate di questi giorni . Dovrei raccontare tanto di me, per spiegare cosa é stata questa esperienza. Dovrei raccontare cose che un giorno forse scriverò, per spiegare quanto importante per me sia stato questo regalo che Mary e Ila mi hanno fatto. E sono sempre più convinta che la scriverò questa storia. 

Il libro dell’inquietudine. Fernando Pessoa 


Quello che ho è soprattutto stanchezza, e quella inquietudine che è gemella della stanchezza quando questa non ha altra ragione di essere oltre al fatto di essere. Ho una intima paura dei gesti da abbozzare, una timidezza intellettuale delle parole da dire. Tutto mi sembra sordido in anticipo. L’insopportabile tedio di tutti questi visi, ebeti di intelligenza o della mancanza di essa, grotteschi fino alla nausea da quanto sono felici o infelici, orrendi perchè esistono, marea separata di cose vive che mi sono estranee.Fernando Pessoa

Ernesto Che Guevara “spogliati”


Spogliati
Spogliati tutta,

mostrami serena

le rughe

le piaghe,

non temere

sono come te

ferito

spaventato dalla vita.

Strappa con rabbia

i veli orientali adornanti

quelle maschere di ghiaccio

che occultano lividi,

mostrati fiera

nei tuoi lineamenti.

Quando sarai spoglia,

come un albero d’autunno

e solo quando sarai nuda

indifesa come un neonato,

ti mostrerò le mie ricchezze

custodite in un forziere

di vetro sottile.

Ti donerò sincero

la mia fragilità

le mie insicurezze

le paure ancestrali

le impurità nascoste,

ti porgerò poi,

in un vassoio

di rose bianche,

la verginità della mia anima
Ernesto Guevara de la Serna

Perché non posto mai le foto dei miei #bambini 

Io non posto mai foto dei miei figli, dico spesso, che questa é forse una delle pochissime cose sulle quali io e il mio ex marito siamo d’accordo. Certo mi costa fatica, specie per una come me che sui social ci mette la sua vita morte e miracoli, e qualche volta qualche scatto di spalle dei miei figli lo metto. Perché mi piace raccontare anche momenti della mia vita da mamma. Ma il pericolo e i rischi di postare foto di bambini in internet sono davvero tanti. Da quello di diventare tutti oggetti di ricerche di mercato come possibili clienti. Veniamo monitorati e studiato dalle aziende, dalle multinazionali per capire cosa possiamo acquistare, quali sono le nostre abitudini , come mangiamo, dove andiamo in vacanza, come ci vestiamo . Ma se a me va benissimo di essere studiata nelle indagini di mercato, non voglio che questo accada per i miei figli. Quando lo vorranno, decideranno loro se accettare tutti quei consensi al trattamento dei dati sulla privacy che noi, anche senza rifletterci, spuntiamo quando apriamo un link o acquistiamo o facciamo una tessera o mille altre volte. In quel momento stiamo accettando che un azienda X può diffondere il nostro indirizzo, mail, foto e quant’altro della nostra vita, rendiamo pubblico. Ma tornado ai bambini, il rischio più grave é quello che le foto dei nostri figli,finiscano in siti pedofili e vi assicuro che il giro di immagini rubate in rete di bambini e usate da pedofili é enorme. Come riporta un articolo dell’Huff. Post “Il pedofilo si annida ovunque e uno dei suoi ambienti prediletti è il web, come dimostra una recente ricerca della Australia’s new Children’s eSafety, l’organismo australiano che ha il compito di monitorare la sicurezza dei minori online, secondo la quale “circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di papà e mamme che volevano semplicemente condividere un momento di gioia del loro bambino”.  Dunque facciamo pure milioni di scatti ai nostri bambini, ma scegliamo con cura a chi farli vedere, come se fosse l’album di foto che teniamo in casa. Quello non lo mostriamo al postino o all’idraulico, giusto?  Il mio suggerimento, care amiche e amici é :esagerate pure con i vostri di selfie e raccontiamoci i nostri momenti di vita, ma i nostri pezzi e core, mostriamoli solo a chi scegliamo noi.