Parole d’amore e d’amicizia… Mary e Ila 

Sento ancora la loro presenza nella mia casa, come un profumo di cose buone, come una musica in sottofondo, come un pensiero gentile … E anche senza le foto che abbiamo fatto come bambine … Ho nella memoria tutte le immagini e le risate di questi giorni . Dovrei raccontare tanto di me, per spiegare cosa é stata questa esperienza. Dovrei raccontare cose che un giorno forse scriverò, per spiegare quanto importante per me sia stato questo regalo che Mary e Ila mi hanno fatto. E sono sempre più convinta che la scriverò questa storia. 

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Pronto? …sono io

Tuttavia …amo le cose antiche…come aspettare una telefonata, sentire la tua voce e fermarmi ad ascoltare e sapere che ti sei fermato a pensarmi e anche tu volevi sentire la mia voce … Perché le cose antiche richiedevano uno sforzo, ma sopratutto una volontà… E dulcis in fundo… Il piacere di fermare tutto e parlarsi …a voce. Perché la verità sta negli occhi di chi ti parla, ma se non puoi vedere gli occhi, la verità la trovi nella voce… Non in una chat e tantomeno in un emoticon. ..”pronto? …Sono io!”

Ogni volta. Vasco Rossi 


ogni volta che non me ne accorgo ogni volta che viene giorno 

E ogni volta che mi sveglio 

ogni volta che mi sbaglio 

ogni volta che sono sicuro e 

ogni volta che mi sento solo 

ogni volta che mi viene in mente 

qualche cosa che non c’entra niente 

ogni volta 

E ogni volta che non sono coerente 

e ogni volta che non è importante 

ogni volta che qualcuno si preoccupa per me 

ogni volta che non c’è 

proprio quanto la stavo cercando 

ogni volta 

ogni volta quando…. 

E ogni volta torna sera 

e la paura 

e ogni volta torna sera 

e la paura 

E ogni volta che non c’entro 

ogni volta che non sono stato 

ogni volta che non guardo in faccia a niente 

e ogni volta che dopo piango 

ogni volta che rimango 

con la testa tra le mani 

e rimando tutto a domani 

Il libro dell’inquietudine. Fernando Pessoa 


Quello che ho è soprattutto stanchezza, e quella inquietudine che è gemella della stanchezza quando questa non ha altra ragione di essere oltre al fatto di essere. Ho una intima paura dei gesti da abbozzare, una timidezza intellettuale delle parole da dire. Tutto mi sembra sordido in anticipo. L’insopportabile tedio di tutti questi visi, ebeti di intelligenza o della mancanza di essa, grotteschi fino alla nausea da quanto sono felici o infelici, orrendi perchè esistono, marea separata di cose vive che mi sono estranee.Fernando Pessoa

Ernesto Che Guevara #la violenza dell’amore” 


Sapevo da sempredi quel posto nascosto,

che nel volere, 

evitavo esplorare. 

Nella carne

si celava l’angoscia 

che non trovava dimora,

un angolo acuto

dove sovente, 

raggomitolato su me stesso,

come foglia autunnale

tremavo del “vento”.

Lo spirito, nella difesa,

innalzò barriere

costruì labirinti di falsa potenza

dedali di sentimenti deviati

a confondere,

più ad ingannare.

Ma nulla ostacolò

-la violenza dell’amore-

che come un uragano 

distrusse i fregi 

del falso barocco,

che strappò 

alla placenta di mattoni

quel vecchio ragazzo impaurito.

Nulla fu argine

a quel vento forte

che spogliò il finto guerriero

della sua armatura di latta.

Fu subito smarrimento

confusione e stupore,

dolore e collera,

fu la rabbia di una labile logica

che mal si prestò alla sconfitta .

La mente accusò il cuore

d’esser penetrato

nella sua fortezza,

con l’infame inganno

d’un cavallo di Troia.

L’intelletto s’additò

e mai si perdonò

del fianco aver prestato

al fuoco che non controllò.

Il tempo nel vago si consumò 

e tutto all’inizio ritornò, 

come allora

a ricostruire con pazienza

quel nido d’apparenza,

dove rannicchiarsi con pudore

in quella solitudine ovattata 

per non SENTIRE

dove non vergognarsi 

delle proprie fragilità.

Ernesto Che Guevara “ti vengo a cercare ” 


Ti vengo a cercarequando il tutto mi soffoca,

quando le cose s’impregnano 

del sapore di niente.
Ti vengo a cercare

quando la mia razionalità

apre i suoi recinti

sulla sbizzarrita fantasia.
Ti vengo a cercare

quando il cuore 

e le labbra troppo arse 

cercano refrigerio nell’amore.
Ti vengo a cercare a sera,

quando intravedo ancora più vicino

il sole spegnersi veloce nel mare,

lì -sotto il mio rossastro orizzonte 

Ernesto Che Guevara “spogliati”


Spogliati
Spogliati tutta,

mostrami serena

le rughe

le piaghe,

non temere

sono come te

ferito

spaventato dalla vita.

Strappa con rabbia

i veli orientali adornanti

quelle maschere di ghiaccio

che occultano lividi,

mostrati fiera

nei tuoi lineamenti.

Quando sarai spoglia,

come un albero d’autunno

e solo quando sarai nuda

indifesa come un neonato,

ti mostrerò le mie ricchezze

custodite in un forziere

di vetro sottile.

Ti donerò sincero

la mia fragilità

le mie insicurezze

le paure ancestrali

le impurità nascoste,

ti porgerò poi,

in un vassoio

di rose bianche,

la verginità della mia anima
Ernesto Guevara de la Serna

Simone De Beauvoir 


“First, that I love you dearly – I’m quite overcome at the thought that I’ll see you disembarking from the train on Saturday…”Prima di tutto, che ti amo teneramente. Sono sopraffatta al pensiero che ti vedrò scendere dal treno,  sabato … 

Simone de Beauvoir a Jean-Paul Sartre (27 July 1938)

Mi viene voglia di scriverla una lettera così, carta e penna … 

Appena mi innamoro, lo farò senz’altro… 

Perché non posto mai le foto dei miei #bambini 

Io non posto mai foto dei miei figli, dico spesso, che questa é forse una delle pochissime cose sulle quali io e il mio ex marito siamo d’accordo. Certo mi costa fatica, specie per una come me che sui social ci mette la sua vita morte e miracoli, e qualche volta qualche scatto di spalle dei miei figli lo metto. Perché mi piace raccontare anche momenti della mia vita da mamma. Ma il pericolo e i rischi di postare foto di bambini in internet sono davvero tanti. Da quello di diventare tutti oggetti di ricerche di mercato come possibili clienti. Veniamo monitorati e studiato dalle aziende, dalle multinazionali per capire cosa possiamo acquistare, quali sono le nostre abitudini , come mangiamo, dove andiamo in vacanza, come ci vestiamo . Ma se a me va benissimo di essere studiata nelle indagini di mercato, non voglio che questo accada per i miei figli. Quando lo vorranno, decideranno loro se accettare tutti quei consensi al trattamento dei dati sulla privacy che noi, anche senza rifletterci, spuntiamo quando apriamo un link o acquistiamo o facciamo una tessera o mille altre volte. In quel momento stiamo accettando che un azienda X può diffondere il nostro indirizzo, mail, foto e quant’altro della nostra vita, rendiamo pubblico. Ma tornado ai bambini, il rischio più grave é quello che le foto dei nostri figli,finiscano in siti pedofili e vi assicuro che il giro di immagini rubate in rete di bambini e usate da pedofili é enorme. Come riporta un articolo dell’Huff. Post “Il pedofilo si annida ovunque e uno dei suoi ambienti prediletti è il web, come dimostra una recente ricerca della Australia’s new Children’s eSafety, l’organismo australiano che ha il compito di monitorare la sicurezza dei minori online, secondo la quale “circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di papà e mamme che volevano semplicemente condividere un momento di gioia del loro bambino”.  Dunque facciamo pure milioni di scatti ai nostri bambini, ma scegliamo con cura a chi farli vedere, come se fosse l’album di foto che teniamo in casa. Quello non lo mostriamo al postino o all’idraulico, giusto?  Il mio suggerimento, care amiche e amici é :esagerate pure con i vostri di selfie e raccontiamoci i nostri momenti di vita, ma i nostri pezzi e core, mostriamoli solo a chi scegliamo noi.