speriamo ancora che sia femmina?

tettanicc

“ISTAT:AUMENTANO DONNE COSTRETTE A LASCIARE LAVORO DOPO PARTO.
(ANSA) – Roma, 28 MAG – Le donne “sono ancora troppo spesso costrette a uscire dal mercato del lavoro in occasione della nascita dei figli”. Cosi il presidente facente funzione
dell’Istat, Antonio Golini, nella relazione al rapporto annuale.
La quota di madri che non lavora piu’ a due anni di distanza
dalla nascita dei figli è passata al 22,3% nel 2012 dal 18,4%
del 2005. La stima per 2013. Il record negativo delle cicogne era del ’95.
Nuovo minimo storico per le nascite da quasi vent’anni. Nel 2013 si stima che saranno iscritti all’anagrafe poco meno di 515mila bambini, 12mila in meno “rispetto al minimo storico registrato nel 1995”.
(A E’ quanto riferisce l’Istat nel Rapporto Annuale. In cinque anni sono arrivate in Italia 64mila ‘cicogne’ in meno.(Le donne italiane in eta’ feconda
fanno pochi figli (in media 1,29 per donna) e sempre piu’ tardi (a 31 anni in media il primo figlio) ma anche le immigrate contribuiscono sempre meno alla natalita’ del Paese. “Pur mantenendosi su livelli di fecondita’ decisamente piu’ elevati di quelli delle donne italiane, il numero medio di figli per donna delle cittadine straniere (2,37 nel 2012) e’ anch’esso in rapida diminuzione”, riferisce l’Istat..”

questo è un dato allarmante.
io non sono stata costretta, ma ho scelto di lasciare il lavoro dopo il secondo figlio….
già nel 2007 i dati sull’abbandono del posto di lavoro erano in Italia abbastanza preoccupanti, dopo il primo figlio, si stentava a ritornare al proprio posto di lavoro, rischiando di vedersi demansionate, dopo il secondo figlio l’impresa era ardua anche dal punto di vista morale, vista il bisogno di cura dei bambini che bisognava cercare di conciliare con i tempi del lavoro, dopo il terzo figlio, pochissime e fortunate potevano conservarlo a patto di avere aiuti parentali o economici.

oggi la situazione è drammaticamente scesa verso numeri preoccupanti.

è una fotografia triste dell’ Italia che dimostra di non essere assolutamente un paese per donne, un paese per mamme, un paese per bambini…

Credo che, spesso,  chi decide di rinunciare a vivere completamente la propria maternità lo faccia perché non può fare diversamente, perché non può permettersi di lasciare il lavoro.

Certamente c’è anche chi dopo anni di studio e avendo un buon lavoro, non mette neanche in conto questa rinuncia e ne ha tutto il diritto.

Il problema è che il modello sociale contemporaneo ha costretto le donne a mettere sulla bilancia le cose importanti della propria vita, e ha costretto solo le donne a fare questa scelta, nonostante spesso in una coppia il lavoro più redditizio, lo abbia la donna, ma rimangono sempre le donne a dover scegliere. Più spesso, come rivela l’ISTAT le donne non scelgono più. E’ questo stato sociale che sceglie per loro.

 

 

 

 

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il primomaggio di “quelle come me”

altalenando nella mia vita

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…
ALDA MERINI

questo PrimoMaggio lo dedico a quelle come me, quelle donne che sono proprio come me; donne un pò complicate, sempre a tirare il saldo di ogni scelta, di ogni pagina di vita, aspettando qualcosa che deve ancora arrivare, convinte che il meglio deve ancora venire, conservando tutte le foto anche quelle venute male, perché in ogni istante rimane un pezzo di vita, quelle donne che sanno subito cosa vogliono, ma fanno il giro largo prima di dire lo prendo, ma mentre fanno il giro largo sanno che il resto della merce non interesserà neanche un po’.                                                                                      quelle che pensano di far parte di una generazione diversa e poi scoprono che la nonna era più avanti……  quelle che non basterebbe una vita per realizzare tutti i sogni, ma poi l’unica vita a disposizione sfugge dalle loro mani; quelle che ogni libro, ogni film, ogni canzone sta parlando di loro, quelle come me, …perché so di non essere l’unica ad essere così.

non ho parlato di lavoro, è vero, ma vivere la quotidianità è un lavoro faticoso, e non si è neanche pagate!