#La-cosa-giusta per SEL

la newsletter di nichi:

“L’11 maggio è la piazza di chi vuole adoperarsi per dare risposte a quelle forti domande di cambiamento fuoriuscite dalle urne e poi del tutto disattese e umiliate, è la piazza di chi pensa che un’uscita dalla crisi a sinistra sia possibile e che anche in Italia possa esistere un soggetto politico di sinistra capace di ricostruire un agire collettivo che abbia senso, che sia utile a modificare in positivo la vita di tante donne e di tanti uomini.

A ‘La cosa giusta’ prenderà la parola chi solitamente non trova spazio e cittadinanza nel mondo del lavoro quanto nella società – dai precari con partita iva ai migranti di seconda generazione – e chi è un volto noto, un faro della politica e della cultura del nostro Paese come Concita De Gregorio, Gad Lerner e Stefano Rodotà.
In un Paese impoverito e smarrito e con un centrosinistra fatto di macerie è fondamentale, ora più che mai, uscire dalle proprie case, dalle proprie stanze rassicuranti quanto insufficienti, e fare la propria parte in quello che è un processo di apprendimento, una ricerca in campo aperto per provare a costruire tutti insieme un Paese migliore.”

Le mie considerazioni.

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SEL è il mio partito, lo è assolutamente!
e allora non potevo mancare, sono riuscita a vivere la manifestazione da vicino, vicinissimo,
ho fatto le foto con tutti i miei compagni:

con gennaro migliore
con gennaro migliore
con marco furfaro
con marco furfaro
con massimo zedda e vania valoriani
con massimo zedda e vania valoriani
con nichi vendola
io e nichi
con nicola fratoianni
con nicola fratoianni
con ed testa
senatore
senatore SEL

il compagno Nichi Vendola, il compagno Ed Testa, il compagno Nicola Fratoianni, il compagno Marco Furfaro, il compagno Massimo Zedda, la compagna Vania Valoriani, il compagno Gennaro Migliore,

mi sono commossa per l’ovazione immensa e calorosa che ha accolto Stefano Rodotà, ho visto da vicino farsi i suoi occhi lucidi,  ho ascoltato le sue parole, quelle paroe che per noi di SEL sono miele.

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stefano rodotà

http://video.repubblica.it/politica/roma-la-piazza-di-sel-acclama-stefano-rodota/128077/126578

stefano rodotà
stefano rodotà
DISCORSO DI NICHI
discorso di nichi

E poi ho salutato la compagna Mariateresa Di Riso,  e Pape Daw,  e Maristella Urbano,  e Alessandro Zan col quale ho viaggiato e chiaccherato in pullman
li conosco tutti. mi piace ascoltarli, ognuno di loro sa rappresentare il mio pensiero,
e nel metrò ho incrociato il compagno Francesco Longanella del Collettivo 37 di Salerno, che mi ha guardato  e m’ha detto: ma io ti conosco, ti ho chiesto l’amicizia su fb,
e sul pullman i compagni Silvia Dalla Rosa, Filippo Artuso,  impegnati sinceramente nelle amministrative di Vicenza e gli altri di Rovigo, Padova, Vicenza
ma quanti eravamo? tanti, tantissimi,  e quante bandiere…
con ognuno di loro sento di condividere un cammino, sento di condividere la fiducia in un partito, che fra mille difficoltà, senza adeguati mezzi economici, in un terreno minato che aspetta solo di farci saltare,  riesce ad andare avanti
ma siamo qui noi di SEL, siamo ancora qui!
la nostra meta è sempre nitida, è sempre quella, non cambiamo direzione per posizionarci, per un punto in più nei sondaggi, per un’apparizione in più; non cambiamo il senso di marcia, non cambiamo la nostra comunicazione, non cambiamo la lingua che usiamo per parlare,.
Noi parliamo italiano, corretto, ricerchiamo il termine giusto perché ogni parola ha un suo significato; non usiamo insultare, bestemmiare, cadere nello scurrile… non ci appartiene; non ne abbiamo la necessità perchè abbiamo molto da dire usando la nostra bellissima lingua.
Era La-cosa-giusta da fare: ritrovarci, sventolare le bandiere, continuare la narrazione;
Era La-cosa-giusta da fare capire il punto in cui siamo, chiarire il momento storico, fare luce sugli attori protagonisti e non protagonisti,
Era fondamentale chiarire, dire che noi gli impegni presi li abbiamo portati avanti, li abbiamo presi con convinzione, siamo stati traditi, tutti,  da uno scellerato patto col diavolo, un altro indifendibile errore che il Centro-Sinistra pagherà caro, perché si sta aggiungendo caos al caos, macerie sulle macerie, non è e non sarà una soddisfazione veder fallire miseramente questo patetico matrimonio di convenienza.
Io sto con SEL sempre, perchè non mi ha mai deluso, perché ho capito anche il travaglio interiore di Nichi per ogni passo compiuto, la delicatezza e la profondità con la quale ha ponderato ogni scelta, la responsabilità che noi gli abbiamo dato per condurre avanti questa partita, i sogni che abbiamo depositato in questo partito.
Poi c’è la coerenza, c’è la tenacia, c’è la convinzione e sopratutto c’è l’ amore totale per un bellissimo Paese vilipeso, violato, sporcato, ridicolizzato.
Quest’Italia agonizzante che aspetta invano ormai una guida verso la salvezza.
Ci siamo liberati da tutte le dominazioni passate per poi cadere nella bassezza umana del presente; abbiamo viaggiato per il mondo ma poi abbiamo chiuso la porta ai viaggiatori per necessità; abbiamo creato la bellezza e poi l’abbiamo insozzata, abbiamo dipinto la donna come una Madonna, come un Dea, come una Madre e poi abbiamo lasciato che fosse uccisa quando ha osato avere un pensiero di libertà; siamo stati culla della cultura e siamo diventati ignoranti; abbiamo inventato arti e mestieri e poi abbiamo trasformato il lavoro in una merce in nero.
Noi di SEL ci siamo, siamo solo noi come dice la canzone, ma ci siamo ed era La-cosa-giusta ritrovarci.
Quando sono scesa dal pullman, l’autista (leghista, me lo aveva detto) mi ha detto: “ma voi  allora,vi chiamate davvero sempre compagni? perchè i compagni per me sono quelli dei bambini, i compagni di banco”. gli ho detto “i bambini sono compagni perchè camminano assieme in compagnia nella vita scolastica, noi siamo compagni perché camminiamo assieme in compagnia nella società” Non so se lui ha capito quello che intendevo dire, ma io ho abbracciato i miei compagni e sono tornata a casa. Avevo fatto La-cosa-giusta.

E ZORRO
zorro
ignazio marino a SEL
ignazio marino
concita de gregorio
concita de gregorio

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cameramen gentile

satira

con gad lerner
con gad lerner

Lo “ius soli” è…

Lo “ius soli” è un ingrediente essenziale per definire che cosa debba essere oggi la cittadinanza. I diritti che nascono sulla base del legame con il sangue e con la stirpe appartengono a una cultura di derivazione fascista. Cittadini si diventa, in qualunque paese civile del mondo, nascendo in quella determinata terra.

Ripartire dal diritto di cittadinanza per tutti i nati in Italia è una necessaria, doverosa, indispensabile riparazione.
Nichi Vendola

caro Vendola… il Network per il Socialismo Europeo ti scrive

«Caro Vendola
Il Network per il Socialismo Europeo desidera anzitutto esprimere a te e alla Direzione di SEL il più convinto apprezzamento per la vostra decisione di richiedere la iscrizione al PSE. Tu sai come fin dalla nostra costituzione, due anni fa, noi abbiamo sollecitato questa decisione, convinti che essa rappresentasse e rappresenti un passo avanti importante  per contribuire, nel nostro paese, a una riorganizzazione unitaria della sinistra. Riorganizzazione che non può a nostro avviso realizzarsi se non nell’ambito di un comune riconoscimento nella  famiglia del Socialismo Europeo. Solo da questa base è possibile dare efficacia alla ricerca e alle lotte contro la globalizzazione neoliberista e contro la crisi che di essa è espressione, per costruire un’Europa democratica, capace di difendere il lavoro e il welfare, e per costruire un nuovo modello di sviluppo. Fra l’altro l’anno prossimo si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Il PSE si è impegnato a presentarsi al voto con un proprio candidato alla guida della Commissione .

La sinistra italiana non potrà mancare la occasione di presentarsi con una sua lista unitaria che condivida il comune programma e il comune candidato dei socialisti europei.  L’obiettivo della riorganizzazione della sinistra sembrava, se non a portata di mano, comunque avviata solo poche settimane fa. Dopo il deludente risultato elettorale della coalizione di centrosinistra si era infatti aperta nel PD e in SEL una riflessione autocritica molto importante, che si era poi tradotta nel tentativo del “governo del cambiamento ”di Bersani. Sembrava appunto che lo sviluppo di questo progetto avrebbe potuto prendere corpo in un congresso del PD che segnasse una svolta di tipo socialista, cui anche SEL guardava come l’occasione attesa per la costruzione di una casa comune della sinistra. Questo processo avrebbe inevitabilmente coinvolto anche il PSI e soprattutto le vaste aree diffuse di circoli e associazioni di sinistra e socialiste di cui anche il nostro Network è espressione. Purtroppo la sconfitta del tentativo di Bersani, le confuse vicende della elezione del Presidente della Repubblica e la nascita del governissimo sembrano aver riportato  questo processo in alto mare, anche nel dibattito interno al PD. 

Noi restiamo tuttavia convinti che senza la costruzione di un grande partito di sinistra, popolare, unitario e di orientamento socialista non sarà possibile avviare a soluzione la crisi del nostro paese e soprattutto ridare speranza e motivazione alle grandi masse di lavoratori, di disoccupati e di giovani e donne che più soffrono questa crisi. Voi volete rilanciare con l’incontro dell’11 maggio la costruzione di un progetto comune,  “una nuova soggettività politica di sinistra in Italia”. Apprezziamo questo intendimento e apprezziamo il fatto che vogliate farlo con spirito aperto, non dando per scontate e irreparabili le divisioni che si sono aperte con le ultime vicende politiche. Con lo stesso spirito unitario il Network è interessato, insieme ad altre associazioni e circoli di cultura di sinistra e socialista, a riprendere insieme a voi , dopo la manifestazione dell’11, questa ricerca, mantenendo nel contempo aperta una iniziativa di sollecitazione e confronto con il PD e le altre forze della sinistra. Auguriamo un forte successo alla vostra manifestazione cui saranno presenti anche molti compagni e compagne aderenti al Network.
Un cordiale saluto

Lanfranco Turci  – Coordinatore del Network per il Socialismo Europeo

RINASCE LA SINISTRA

sel nazionale

(RI)NASCE LA SINISTRA
l’appuntamento a Roma l’11 maggio è importante e significativo.
questa Sinistra che vegeta, che stenta a vivere, che come una pianta senz’acqua si affloscia su sè stessa,
ha bisogno di rinascere, ha bisogno di nuova linfa. La linfa siamo noi, siamo gli uomini e le donne che ancora ci credono, che ci hanno sempre creduto anche quando si sono sentiti gli ultimi dei mohicani.
Questa Sinistra deve ssolutamente rinascere, perché è l’unica possibile, l’unica speranza che ancora rimane di poter credere che la lotta per la giustizia sociale abbia un senso.
io sono convinta che Nichi abbia uno sguardo molto lungo, ampio sul futuro di quest’Italia, di quest’Europa. Se si smettesse di fare i conti con le diatribe quotidiane, forse sarebbe chiaro che la vera speranza sta nel futuro, non in questo mediocre presente.
Sono curiosa di ascoltare Nichi, sono curiosa di vedere chi aderirà all’invito, chi avrà il coraggio di stare dall’unica parte possibile, di avere la determinazione che ha sempre avuto SEL di rimanere fedele ai propri impegni, ai propri programmi, al proprio manifesto.
E spero di ritrovare quei compagni che si sono lasciati incantare dalle sirene di Ulisse, da qualcosa che sembrava avere il profumo di Sinistra, da qualcosa che echeggiava alla rivoluzione, da qualcosa che urlava ad una giustizia sociale, da qualcuno che prometteva ma non troppo, ecco quei compagni e quelle compagne hanno avuto modo di valutare e adesso… partecipino a questa (ri)nascita.

SE L itighiamo… ci perdiamo

Proprio scontato adesso il fumo senza arrosto delle polemica sulle primarie di SEl.
Ho condiviso l’articolo di Giuliana Sgrena e detto la mia. Ma fatta la mia giusta osservazione, davvero non mi sembra il caso di montare questa polemica. Sapevamo già noi di Sel della lista di nomi, sapevamo anche del poco spazio che probabilmente si avrà a disposizione in parlamento, sappiamo che la matematica è matematica, dunque a che pro tutto questo polemizzare?
Certamente ogni donna o uomo che si sia candidato, l’ha fatto, io penso, credendoci.
Certamente si poteva far meglio, molto meglio, ma sapevamo tutti che non c’era il tempo, quindi se il nostro meglio è stato questo, adesso si va avanti.
Ognuno farà la sua parte nel territorio, nelle amministrazioni, nei circoli, perchè forse quello che si rischia di perdere di vista è la vera mission di chiunque si impegni in politica: portare avanti delle idee e questo si può fare in tanti modi e in tanti ambiti.